Carciofo Violetto di San Luca
Etichetta narrante
L’etichetta narrante è un progetto Slow Food e racconta il prodotto, chi lo produce e tutta la filiera.
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La varietà
Il carciofo violetto di San Luca ha forma ovoidale con una colorazione viola scuro in punta che tende a sfumare verso il cuore. Il sapore è fresco, erbaceo con note che tendono alla radice di liquirizia. L’uso in cucina è versatile. Solitamente si consuma crudo, in insalata oppure sott’olio extravergine di oliva, ma è buono anche appena scottato o fritto.
Il territorio
I produttori del Presidio coltivano il carciofo violetto su terreni argillosi che vanno da 55 a 350 metri slm, posti sui versanti delle colline a sud di Bologna delimitati dai fiumi Quaderna e Reno. Il clima è caratterizzato da estati calde e asciutte e, solitamente, da inverni freddi e piovosi che, a causa del cambiamento climatico, negli ultimi anni sono stati sempre più miti e siccitosi.
La coltivazione
La coltivazione si estende complessivamente su circa 5,5 ettari in pieno campo. Le carciofaie si rinnovano circa ogni 10 anni e a novembre si trapiantano in campo i carducci: cioè i germogli prelevati dai getti laterali delle piante di carciofo adulte provvisti di una porzione radicale. La concimazione avviene un paio di volte all’anno con fertilizzante organico e le erbe infestanti sono controllate con interventi manuali o meccanici. Si pratica una gestione oculata dell’irrigazione che ormai è necessaria non solo nel periodo primaverile, ma anche nel tardo inverno. Per il controllo delle malattie e dei parassiti si utilizzano prodotti a base di piretro e olio di neem.
La raccolta
LI capolini sono raccolti a mano, tra fine aprile e fine maggio, nelle prime ore della mattina, quando sono ancora ben irrorati dalla rugiada.
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